IL GIARDI-TETTO

Quella che riportiamo è la relazione redatta in occasione della chiusura del laboratorio di progettazione partecipata "IL GIARDI-TETTO" vincitore del bando "SPAZIO AUTOGESTITO - BANDO DELLE IDEE 2005" promosso dal Municipio XI del comune di Roma. Il laboratorio è stato curato da "Altroparlante" gruppo muntidisciplinare di intervento partecipato sul territorio.

L’idea nasce dal desiderio espresso dai giovani che frequentano il Centro San Tarcisio di risistemare lo spazio verde dove trascorrono una parte significativa del loro tempo libero e si fonda sull’effettiva partecipazione degli attori sociali coinvolti – ragazzi dai 9 ai 19 anni - a tutto il processo progettuale, dall’ideazione alla realizzazione concreta. La proposta ha la finalità di creare uno spazio di crescita permanente, dedicato allo sviluppo integrale del ragazzo, al di fuori dei luoghi tradizionalmente dedicati alla cura e all’educazione e sperimentare modalità di apprendimento basate sullo scambio relazionale e su attività pratiche.

Si inserisce nell’iter formativo del ragazzo/a come punto d’incontro tra l’educazione formale e informale, contribuendo alla formazione del carattere e di una coscienza critica, con l’obiettivo di ristabilire le relazioni del ragazzo con sè stesso, con lo spazio che vive e la comunità con cui interagisce. Si propone inoltre di fornire occasioni per sperimentare l’autogestione del proprio tempo libero. Il territorio viene vissuto, non più subito, e diventa spazio non solo fisico ma anche psicosociale, relazionale ed emozionale.

La proposta progettuale sperimentata offre la possibilità di sentirsi protagonisti attivi di una trasformazione che può migliorare la qualità della propria vita. La progettazione partecipata diventa, contemporaneamente, strumento e fine, e consente una maggiore identificazione con il luogo, incrementando il senso di appartenenza e cura del proprio spazio. I ragazzi, divisi per fasce d’età, trascorrono due pomeriggi alla settimana nel centro, utilizzando uno spazio interno e un giardino esterno. Il nostro lavoro si concentra sullo spazio esterno, accessibile a tutti. Gli incontri del doposcuola durano circa tre ore, la prima parte dell’incontro è dedicata al progetto la seconda alle attività legate al recupero scolastico.

Gli operatori in qualsiasi processo partecipativo devono porsi inizialmente in una condizione di estraneità rispetto al luogo, per leggerlo attraverso gli occhi di chi lo abita.

La progettazione partecipata degli spazi urbani permette di conquistare lo spazio stesso, modificandolo secondo i desideri e le esigenze di chi lo abita, uno spazio conquistato a differenza di uno regalato. Uno spazio regalato è progettato seguendo criteri e logiche omologate, giochi e arredi decontestualizzati, privi di carattere e personalità, riconoscibili da tutti ma non riconosciuti realmente da nessuno, Per questo, spesso sono spazi lasciati al degrado e all’abbandono. E al degrado fisico si accompagna sempre il degrado sociale. La partecipazione permette la creazione di spazi personalizzati in opposizione a quelli stereotipati, promuovendo il senso di appartenenza e di responsabilità civile. Come processo collettivo, la partecipazione restituisce spazi alla città, spazi condivisi perché risultato di un percorso comune.Qui si aprono nuovi spunti quali il concetto di sicurezza, il recupero della memoria dei luoghi, la costruzione di una città a misura d’uomo, da qui l’intenzione di allargare il laboratorio in modo interdisciplinare così da affiancare allo strumento architettonico un approccio trasversale a diverse discipline.

Il laboratorio si costituisce luogo di esercizio di democrazia diretta, dei diritti dei bambini e degli adolescenti come sancito nella carta dei diritti dell’O.N.U. Partecipazione è democrazia.

Normativa di riferimento

Carta dei diritti del fanciullo,Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, 1989.

Art 1: Fanciulli sono coloro che hanno età compresa tra 0 e 18 anni.

Art.12: Quando degli adulti prendono una decisione che ti riguarda in qualsiasi maniera, hai il diritto di esprimere la tua opinione e gli adulti devono prenderti sul serio.

Art.13: Hai il diritto di imparare e di esprimerti per mezzo delle parole, della scrittura, dell’arte e così via, a meno che queste attività non danneggino i diritti degli altri.

Art.31: Hai il diritto di giocare.

Lo Stato italiano ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991. La legge 285, 28 agosto 1997, attua i principi della Convenzione e contiene disposizioni per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza. La carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea approvata il 7 dicembre 2004 sancisce nell’articolo 24 i Diritti del Bambino. Partendo da questi diritti, attraverso una serie di giochi, si è cercato di trasmettere ai ragazzi il significato e l’importanza degli stessi, in modo che con questo progetto potessero esercitarli in modo consapevole.

Il percorso progettuale si è sviluppato nelle seguenti fasi:

1.Conoscenza dell’area di progetto.

2.Come immaginiamo il nostro giardino.

3.Cosa e come possiamo realizzare.

4.Cantiere di autocostruzione.

 

 
contributo di "altroparlante"laltroparlamte@tiscali.it