La Habana è una città unica al mondo. Per l'architettura, per la sua storia, per la sua gente e per l'atmosfera surreale che vi si respira. E' una città dalle forti contraddizioni. Il Centro Habana è l'essenza della città, la parte dei Cubani.
Dal giorno in cui Fidel Castro andò al potere con la "rivoluzione" all'Habana il tempo si è fermato. Soprattutto in questa area, vicina ma allo stesso tempo così lontana dalla turistica Habana Vieja.
La rivoluzione avvenne nel lontano 1959. Da allora i fondi per il mantenimento e la ristrutturazione sono stati sempre più scarsi se non addirittura nulli. Con l'embargo americano le cose sono ulteriormente peggiorate. Ma proprio questa povertà di mezzi e di conseguenza la fatiscenza dei palazzi e delle strutture rendono l'Habana così affascinante.
Una città in cui sono evidenti segni di un'antica ricchezza oramai solo ombra di un ricordo. Ma nonostante questa dilagante povertà tutti possono usufruire dei servizi di base come la scuola, sebbene sia difficile affermare che, soprattutto nelle zone popolari, ci sia cultura. Tutti hanno diritto ad un certo quantitativo di cibo mensile stabilito dal governo. Sebbene questo cibo possa supplire soltanto a pochi giorni. Anche in centro le strade sono infangate, le auto sono quelle importate prima dell'inizio della rivoluzione. Così come i mezzi pubblici. I palazzi stanno lenta-mente crollando uno ad uno per mancanza di ristrutturazioni. I bambini giocano seminudi per strada, con giocattoli di poche pretese. Gli stipendi mensili si aggirano intorno ai 10-15 dollari al mese. Ciò che salva questa gente dalla disperazione è soltanto la loro purezza d'animo, seppur avvolta da un sottile velo di tristezza.