MEDIACHIOSCO Il progetto “mediachiosco” è stato proposto all’interno del concorso IDEE IN COMUNE, promosso dal comune di Roma, con la finalità di raccogliere idee per il miglioramento della vita nella città e nei suoi quartieri. Il progetto, che si localizza in un’ area semiperiferica, mira a creare uno spazio aperto capace di generare nuove forme di aggregazione e relazione all’interno di un quartiere attualmente povero di luoghi che offrano questa possibilità.
L’idea si concretizza, non in un progetto di architettura, bensì in un processo capace di trasformare un vuoto urbano, senza trasformarlo nella sua essenza, dal suo attuale stato di degrado ad una nuova configurazione che accoglie e promuove attività aggregative (socio-culturali-ricreative) e stimola nuove relazioni.
Il processo si sviluppa secondo questa logica: individuazione di un vuoto urbano degradato; inserimento nello spazio prescelto di un chiosco con funzione di ristoro, il contenuto costo della costruzione del chiosco sarà sostenuto dal comune, che una volta realizzata l’opera si svincolerà dalla sua gestione e dalle relative spese. Il comune infatti affiderà il chiosco, senza spese di locazione, a dei soggetti privati da lui scelti. Questi sgravati dalle spese di locazione, si faranno carico oltre che della sua gestione ordinaria con funzione di bar, da cui trarranno profitto, anche della gestione dello spazio aperto e della coordinazione delle attività che vi si svolgeranno, recependo le proposte dei cittadini e curandone insieme a questi la fattibilità. I progettisti, promotori della proposta, a seguito di un monitoraggio che rivela sul territorio presenza di soggetti (associazioni, centri sociali, ecc..) attivi nel quartiere in ambito sociale, artistico, culturale, si impegnano a promuovere le prime relazioni tra questi e i gestori del chiosco, così che lo spazio prescelto diventi scenario per eventi a differente scala, dalla festa di compleanno alla manifestazione culturale con risonanza cittadina.
Ci piacerebbe vedere un "terrain vague" rimanere tale e allo stesso tempo cambiare continuamente aspetto secondo le voglie dei cittadini, tracce temporanee che senza alterare il luogo alterino la rete delle relazioni presenti. Una dinamica a basso impatto ambientale e economico capace di produrre un forte effetto sociale. Uno spazio che si recupera auto-organizzandosi e auto-gestendosi, producendo economia, creando una base di partecipazione a livello di quartiere e di città.
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contributo di marco loperfido marcoloperfido@hotmail.com e alessandro mundo alemundo@libero.it |
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