| Paesaggi marittimi |
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| Nell’inverno 2002, per un periodo di alcune settimane, il litorale di Ostia all’altezza dei cancelli ha offerto all’osservatore un panorama piuttosto insolito. Il paesaggio che si presentava allo sguardo era quello di decine di tubature, di forme, dimensioni e fatture diverse, accatastate e depositate sulla spiaggia in maniera più o meno causale. Tubi di metallo o di plastica, da attraversare e su cui arrampicarsi, ora lasciati alle intemperie, ora protetti con tende improvvisate. Ritornando dopo alcuni giorni s’avvertiva che dal disordine iniziava ad emergere un disegno: le tubature erano state allineate lungo la linea della costa. Rimanevano le tracce del lavoro di trattori e macchine escavatrici che avevano spostato, trascinato, lasciando solchi profondi sulla sabbia, disegnando tracciati che per la loro scala non dialogavano più con le impronte dell’uomo o con quelle dei gabbiani, bensì creavano nuovi rapporti con gli oggetti lì depositati. Dopo una breve ricerca ho scoperto che in quei giorni a Roma stavano installando un sistema innovativo di drenaggio delle spiagge brevettato in Danimarca, il Beach Menagement System, che consiste nell’interrare lungo la linea della costa dei tubi permeabili che favoriscono l’infiltrazione dell’acqua che risale sulla battigia e ne riducono la quantità che rifluisce verso il mare, limitando così l’erosione della spiaggia. Il montaggio di questo sistema è durato poche settimane; le tubature sono state interrate e il consueto paesaggio marittimo è stato ripristinato. |
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