"La speculazione edilizia" e dintorni


Qualche tempo fa mi è capitato di recarmi in una piccola biblioteca di un paesino e, sbirciando tra gli scaffali, lo sguardo un po’ assonnato e distratto si è posato su un libro intitolato  “La speculazione edilizia ”di Italo Calvino.
In tutta sincerità, vi dirò, che non conoscevo affatto questo libro e così, un po’ vergognandomi della mia ignoranza, l’ho preso in prestito e ho cominciato a leggerlo...
 La lettura è coincisa con il mio trasferimento per motivi di lavoro da Roma in un piccolo paese che per non offendere nessuno chiameremo La terra dei condoni.
Ne La terra dei condoni ognuno che possedeva un po’ di terra ha tirato su la propria casa, talvolta senza ultimarla lasciando così ai figli l’ingrato compito di edificare gli ultimi piani…..Ogni casa è diversa dalle altre e sembra quasi fiera della sua autarchica esistenza: scale, scalette, terrazzi, terrazzini, mattoni rossi, mattoni neri, tutto insieme nel nome del disordine più completo e anche piuttosto antiestetico. Insomma un gran casino...


Mi è capitato addirittura di ammirare un palazzo completamente verniciato di nero; forse l’intento è stato quello di massimizzare l’irraggiamento solare durante l’inverno, oppure gli occupanti di questo tetro palazzo hanno nostalgia dei tempi che furono e che in questo spicchio d’Italia ancora vengono ricordati con grande ammirazione.
Poco fuori il paese si trova un meraviglioso bosco di sughera e cerro, relitto di formazioni forestali, i boschi planiziali, che in un passato non troppo lontano occupavano le pianure dell’Italia centro meridionali e che stranamente (e per fortuna) è rimasto incolume, almeno in parte dalla “furia creativa ” degli operosi abitanti de La terra dei condoni.

Tuttavia la mancanza di pianificazione urbanistica ed architettonica di questo paese, riflettendo, mi pare meno grave o quantomeno più giustificabile della pianificata e consapevole speculazione edilizia che ha interessato ed interessa tutt’ora molte parti di Italia.
Si pensi a mo d’esempio al “Caso Monticchiello ”, dove si è edificato non certo per motivi contingenti di offrire nuovi alloggi ai cittadini (il paesino toscano conta circa 150 abitanti la cui età media è notevolmente alta) quanto per far soldi, e anche parecchi visto i prezzi a cui si intendeva vendere le case ai turisti facoltosi.
Certo si tratta di un’edilizia forse meno brutale e banale ma si è sempre modificato l’aspetto paesaggistico di un luogo che proprio per la bellezza insita del suo paesaggio aveva ottenuto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, riconoscimento che forse in seguito a queste episodi l’agenzia delle Nazioni Unite vorrebbe ritirare.

Per non parlare di Roma, dove si costruiscono si nuove case (o meglio palazzoni) a danno della campagna romana ma non per  far fronte alla drammatica emergenza abitativa, ma piuttosto per far contenti e soprattutto arricchire, i proprietari dei terreni e le ditte costruttrici più note con il nome di “palazzinari”, che suona anche meglio...

 

Concludo riportando in originale un piccolo passo tratto   da “La speculazione edilizia ” di Calvino.

.....”sua madre, ogni volta che lui veniva a ***, per prima cosa lo faceva salire sul terrazzo....;-Adesso ti faccio vedere le novità,- e gli indicava le nuove fabbriche: -Là i Sampieri sopraelevano, quello è un palazzo nuovo di certi di Novara, e le monache, anche le monache, ti ricordi il giardino coi bambù che si vedeva là sotto? Ora guarda che scavo, chissà quanti piani vogliono fare con quelle fondamenta! E l’araucaria della Villa Van Moen, la più bella della Riviera, adesso l’impresa Baudino ha comprato tutta l’area, una pianta che avrebbe dovuto preoccuparsene il Comune, andata in legna da bruciare; del resto trapiantarla era impossibile, le radici chissadove arrivavano. Vieni da questa parte, ora; qui a levante, vista da toglierci non ne avevano più, ma guarda quel nuovo tetto che è spuntato: ebbene, adesso il sole della mattina arriva qui mezz’ora dopo".....

Be, scusate se ritorno, ma quanto è bella, e triste al tempo stesso, l’immagine della povera araucaria che nonostante la sua bellezza finisce per diventare nulla di più che legna da ardere....

 

"La speculazione edilizia"
Italo Calvino
Mondadori
euro 7.40

aqcuista


 
contributo di Luca Loperfido  guketto@yahoo.it